Venerdì 20 Ottobre 2017 - Tra Norcia e Camerino. Racconti da una terra ferita

Nel cuore dell'Appennino, le alti valli del Nera e del Chienti, tra Umbria e Marche, erano terre floridissime, all'incrocio di importanti vie commerciali. Fra il Duecento ed il Quattrocento vi si sviluppò una produzione figurativa assai originale, frutto della contaminazione di tradizioni diverse. Ora queste zone di montagna sono state messe ai margini. Il sisma di recente, che ha devastato il patrimonio storico-artistico di una vasta plaga, rischia di marginalizzarle ulteriormente. Venendo meno la comunità, chi rivendicherà la ricostruzione ed il restauro di tante chiese lesionate? Solo il risarcimento del tessuto lacerato e la riattivazione di una rete di piccoli musei radicati sul territorio potranno porre le basi per la rinascita anche economica di queste regioni. Per ora mancano segnali incoraggianti in questo senso. Le chiese sono state svuotate e le opere portate in  luoghi lontani dal cratere del sisma. Nulla è stato fatto invece per mettere in sicurezza gli affreschi pericolanti delle chiese sventrate. L'emergenza drammatica ha messo in luce una problematica più generale: il cordone ombelicale che lega il nostro patrimonio diffuso ai contesti per cui è nato, rescisso il quale non c'è speranza. Il contesto è un valore aggiunto. Lo si intende bene in una terra dalla bellezza aspra e quasi selvaggia, tra Norcia e Camerino.