Venerdì 6 aprile 2018 - Caterina di Russia tra illuminismo e autocrazia

Caterina II la Grande, Imperatrice di Russia, nacque in realtà come Sophie Augusta Friederike von Anhalt-Zerbst, principessa tedesca. Giovane colta e brillante, all'età di sedici anni fu data in sposa all'erede al trono russo, il futuro zar Pietro III. Ricevette il nuovo nome di Caterina Alekseevna e si convertì alla fede ortodossa. Poco dopo il suo arrivo nella nuova patria prese a studiare con zelo la lingua russa, dimostrando grande carattere e capacità di dominare le situazioni avverse, tra cui l'atteggiamento ostile del marito, e riuscì a conciliarsi fin da subito le simpatie dell'imperatrice e della corte. Nel 1762, alla morte dell'imperatrice Elisabetta, Pietro III salì al trono, ma a causa del suo carattere debole e inetto si dimostrò del tutto incapace di governare. Con l'appoggio della potente famiglia Orlov, Caterina organizzò nel luglio del 1762 un colpo di stato e si impadronì del potere. Pietro III fu arrestato e morì poco dopo in circostanze misteriose, probabilmente assassinato, con il tacito appoggio proprio di Caterina. Iniziò così il lungo regno di Caterina, che sarebbe durato ben trentaquattro anni, destinato a rappresentare una tappa fondamentale della storia russa, sia per la politica interna, che per l'espansione verso l'esterno, tanto da far assurgere la sovrana al ruolo di vero successore di Pietro il Grande. Caterina fu amica di filosofi illuministi francesi, con i quali intrattenne un rapporto epistolare, e ne fu influenzata nelle sue scelte di apertura verso la cultura europea e nel suo dispotismo illuminato. Caterina tentò anche una riforma legislativa che però naufragò a causa della guerra contro l'Impero Ottomano. Gli inasprimenti fiscali provocati dalla guerra, i cattivi raccolti e una grave pestilenza provocarono il malcontento nelle campagne, culminato nell'insurrezione capeggiata da Emeljan Pugaev che si spacciava per il redivivo zar Pietro III. L'esercito di Caterina riuscì infine ad avere la meglio sui rivoltosi, ma il timore dell'anarchia indusse la zarina ad abbandonare ogni velleità di intervento a favore delle masse contadine. In politica estera Caterina ottenne notevoli successi, come l'accesso al Mar Nero, l'annessione della Bielorussia in seguito alla prima spartizione della Polonia, e infine l'annessione della Crimea. Personalità volitiva e determinata, dotata di volontà ferrea e di energia instancabile, lettrice appassionata, scrittrice ella stessa, Caterina diede grande impulso alla cultura e all'istruzione, facendo progredire la Russia a passi giganteschi. Secondo il giudizio di molti storici, il lungo regno di Caterina fu contrassegnato da una profonda ambivalenza: voler propugnare le idee progressiste e i principi dell'illuminismo senza rinunciare alla giustificazione dell'assolutismo. Un problema che è alla base dell'intelligencija russa, l'élite colta che cominciò a formarsi a quel tempo e che dovette prendere coscienza della lacerante contraddizione tra la concezione della propria missione morale e della propria responsabilità nei confronti del popolo da un lato, e il suo impegno e la sua lealtà verso lo Stato e la sua suprema personificazione nel sovrano autocrate dall'altro.